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Luccicare, stare sempre sotto i riflettori, tenere la scena mondana da protagonista assoluto: soprattutto questo piaceva a Andy Warhol, il più noto e discusso degli artisti della Pop Art americana, la star della cultura underground più spudoratamente trasgressiva nel fare un''icona di se stesso e del suo successo commerciale.
La sua arte è stata - ed è - quella di dare alle immagini quotidiane più banali la nobiltà, appunto di arte, facendone al tempo merce, ripetibile all' infinito, e mettendo in mostra con la stessa attitudine seriale e impassibile, nelle sue fotoserigrafie ultracolor, le scatole di zuppa, le bibite, i dadi e l' assassinio del presidente kennedy, rendendo cioè "alta" la "triviale" way of life di massa d' oltreoceano, dalle gigantografie dei divi agli incidenti d' auto alle esecuzioni capitali.
Warhol ha rovesciato con successo le scale di valori tradizionali, inventandosi uno sguardo diverso su di sè, sui suoi amici del leggendario gruppo della Factory, sulla realtà.
E' uno sguardo il suo, disincantato e cinico, ancora attuale? Matteo Levaggi, giovane coreografo e danzatore, che ha scelto di ispirarsi al suo mito, ne è certo. Lo evoca oggi, mostrando in video frammenti di "Worholianità" (WARHOLIANITA'), ma soprattutto assumendo nel suo lavoro il punto di vista smaliziato del Pop artista USA, che non ha bisogno di racconti, ma di oggetti in sè narrativi, in questo caso oggetti-danza.
In dodici quadri, da "humus" a "factory" a "cattivo profeta" (Warhol si sbagliava quando affermò che sarebbe stato dimenticato, dopo morto) passando per la "fama" - riprendere i dettagli del proprio corpo mentre si danza con una telecamera radiocomandata (sempre la contraddizione reale/artificiale, dove l' artificio è più vero del vero warholianamente, nella sua sofisticata volgarità) - Gee Andy! Di Matteo Levaggi si presenta come un balletto "a-sentimentale", per corpi plastici, da modelli, di ricercata superficialità, intessuto di molte solitudini, di guerra dei sensi, di puritano ritegno nei contatti, costruito pescando spregiudicatamente in tutta la danza, dal contemporaneo all'Hip Hop.
Tutti sono abbigliati in vinile fluo acidulo in sintonia con la musica elettronica di oggi, del duo Portamento, che strizzano l' occhio ai Velvet Underground anni '60, e con piccole citazioni a ricordare l'immaginario di Warhol, qualche parrucca (bionda, della Monroe, e argento, di Andy stesso), i cuscini gonfiabili offerti a Mercy Cunningham per RainForest del 1968, e un colpo di pistola, quello dell'attentato contro l'astuto Andy, che seppe trasformare anche questo in un evento mediatico.
Elisa Guzzo Vaccarino.
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